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Riqualificazione urbana – caso studio biblioteca centrale di Helsinki

AUTORE: ALESSIA ZECCA

Il tessuto urbano delle città, quale organismo unitario in cui i singoli elementi ed identità autonome ne sono parte e manifestazione, ha subito nel corso dei secoli continue e differenti integrazioni e mutazioni, specchio delle innovazioni intellettuali e tecnologiche e delle conseguenti nuove esigenze sociali. Si è giunti alla consapevolezza che alla fase di ‘costruzione’ delle città (molto spesso incontrollata come il processo di sviluppo e di crescita demografica caratteristica delle periferie), debba oggi seguire necessariamente la ‘rinascita’ di queste ultime.

I principali interventi di rigenerazione urbana in tal senso, hanno inizialmente riguardato per lo più il ‘recupero’ di situazioni in punti disordinati della città, da ampie macroaree urbane a casi puntuali di abbandono e dismissione.

La riqualificazione dovrà prevedere un approccio progettuale improntato a ‘ricucire’ l’intero sistema di città, intesa come organismo unitario, partendo da uno studio urbanistico su scala territoriale, che fornirà gli elementi per valutare le potenzialità strategiche di ogni singolo bene, inserite in un determinato contesto sociale ed ambientale.

Urbanistica ed architettura avranno pertanto un ruolo chiave nel complesso processo di rigenerazione delle città: la pianificazione urbanistica dovrà individuare e definire, avvalendosi di un metodo analitico di catalogazione dello stato di fatto delle aree urbane, una programmazione urbanistica differenziata in base alle esigenze complessive di queste ultime, definendo principi progettuali, destinazioni d’uso e modalità di intervento, per fornire gli strumenti necessari all’architettura ad interpretare in linguaggio innovativo la ridefinizione funzionale degli spazi pubblici e privati, che rispondano all’esigenza delle continue trasformazioni della società.

Gli edifici rinnovati dovranno migliorare la qualità ambientale di vita, integrando finalità che incentivino le relazioni sociali e culturali, che garantiscano l’inclusione e l’accessibilità e che salvaguardino l’ambiente ponendo particolare attenzione al tema del risparmio energetico.

Esempio emblematico di riqualificazione del tessuto urbano centrale, attento alle esigenze rinnovate della società, è sicuramente la Biblioteca pubblica centrale di Helsinki, comunemente chiamata Oodi.

La biblioteca è situata nel quartiere Kluuvi, vicino alla stazione centrale di Helsinki e vicino all’Helsinki Music Centre e al Museo di Arte Contemporanea Kiasma ed è un progetto firmato dallo studio ALA Architects che così ne racconta il concept:

«Si è voluta creare una continuità con lo spazio urbano al piano terreno e avere un piano superiore fluttuante sulla città, dove poter studiare e leggere protetti dai rumori. Poi tra l’uno e l’altro ha preso corpo un livello intermedio più introverso, dove si sviluppa il gigantesco arco portante cui è appesa la struttura, circondato da sale più raccolte a disposizione di tutti per riunioni di lavoro e altre attività. Perché qui si viene non solo per leggere ma anche per cucire, stampare in 3D, fare musica. Oltre agli spazi ci sono le attrezzature, robot inclusi». Al piano terreno si sviluppano da sud a nord: l’ingresso, la hall (con auditorium e caffetteria) e il teatro (con accesso diretto dalla piazza) intermezzati da una scala a chiocciola nera, su tre livelli, di grande impatto estetico «connettendo tra loro due diversi paesaggi, uno decisamente urbano e l’altro più campestre, grazie alla presenza del parco». Al terzo piano è invece ubicata la biblioteca vera e propria che ospita migliaia di libri, realizzata su una piattaforma in legno di betulla avvolta da un soffitto candido che assorbe i rumori. Lucernari tondi ricavati nella copertura e nelle pareti perimetrali vetrate, permettono alla luce di esaltare i toni chiari  dell’ambiente, creando un “effetto neve” grazie alla presenza di una lieve retinatura schermante. Obiettivo del progetto dell’imponente biblioteca, è stato ricreare la sensazione di  trascorrere del tempo in un ampio e confortevole “salotto sospeso sulla città”, infatti gli architetti evidenziano come «La vetrata principale si affaccia sulla sagoma neoclassica del Parlamento finlandese, lievemente in altura. Uno degli obiettivi del progetto era che la biblioteca dialogasse alla pari con questa istituzione. L’inusuale sala da lettura tra le nuvole nasce così».